mercoledì 30 marzo 2011

domenica 30 gennaio 2011

Ok, c'era una poesia, che ho studiato a scuola poco tempo fa, che dava l'idea di un lampo, sì, di immediatezza, ed è quello che è accaduto oggi, è stato un lampo, in cui sono stata felice allo stremo, velatamente, felice allo stremo, ora è passato, e la tempesta euforica si è fermata, e ritorneranno quei giorni un pochino bui ma del resto felici, quei giorni in cui la sera non pensavo ad altro, ma passeranno, saranno come qualche lampo un pochino più lungo, la lunga esposizione di una macchina fotografica, come per te abbia già scattato, per me scatterà tra un po', non so fra quanto, so solo che l'idea di poterti abbracciare di nuovo, come dicevo nello scorso post, dell'abbracciarti di nuovo mi faceva ritremare solo il respiro e mi faceva dimenticare, di avercele delle gambe, ma ora è passato, per te sono un capitolo chiuso, mentre per me sei un film che non ho voglia di fare giungere alla fine, nonostante il brutto risvolto sono ancora drammaticamente affascinata e innamorata dell'inizio, e spero come in tutti (o quasi) i film, un lieto fine.

Ti voglio bene, dio mio.
Ora come ora l'unica cosa di cui son certa tu (non)abbia sentito la mia mancanza sono i miei "errori" o qualche mia fissa che fingevi di amare.

giovedì 27 gennaio 2011

Mi manca ridere con te, fino allo stremo, fino a pisciarsi addosso tutte e due, mi mancava alzare la cornetta ed aiutarti anche solo per 10 minuti, quando il mondo ti è crollato addosso la mezzanotte di quel giorno e l'unica che poteva aiutarti ero io, c'ero io, e sentirti piangere quella sera mi aveva uccisa.
Mi mancano ti tuoi monologhi senza senso e l'affrontare il freddo con te, e non so neanche perchè lo sto scrivendo sapendo che non leggerai, che penso sia quello che voglio, è che ormai mi hai cancellata, e dici, dici che è colpa mia, ma che la colpa sia tua non ti sei manco degnata di dirlo, e però, nonostante tu mi abbia cancellata io ti imploro, o almeno, imploro il tuo ritorno ogni sera prima di dormire, spero sempre che entrando a scuola ci sia tu che mi abbracci (uno dei tuoi abbracci, come quello per le scale quella mattina, che mi aveva fatto tanto battere il cuore, forte, e mi son sentita mancare le gambe) e poi ero scappata perchè ero in ritardo, beh, del ritardo me ne fregava ben poco, non volevo vedessi il mio rossore in volto, non volevo vedessi quanto stavo morendo di felicità, forse per paura che te ne saresti andata spaventata da quanto era, e oddio, spero che un giorno risucceda, e non scapperò, no, ti abbraccierò finchè non mi risentirò le gambe e scapperò quando veramente si sarà fatto tardi.
Mi manchi, a giorni alterni, ma mi manchi.

E ho strappato tutto, tutte le parole, e mi pento perchè vorrei rileggerle e bagnarle come non ho già fatto, perchè sono una masochista, perchè dovrei smetterla di guardare le nostre foto.
Ti ricordi quella giornata, al parco? Avevamo fatto tante foto, avevi lo smalto che faceva abbinato con la tua macchina fotografica, ero pallida e quel giorno ero uscita facendomi schifo, poi però mi ero dimenticata tutti i miei problemi, e ho una foto di quel giorno, me l'avevi fatta tu, ho una faccia improponibile, però ridevo, e tanto anche.
E quella sera che veramente il cuore mi esplodeva fuori, la sera che ho capito che eri un'altra, che eri cambiata, e che per una mia stupida frase, una cavolo di frase di cui sto continuando a pentirmi senza dovere, una frase che ho detto in un momento di debolezza, perchè non avrei pianto non sarei arrivata a dire quello se non fossi stata la cosa più importante che avevo, ed ero fragile, e tu mi tenevi ancora insieme come la colla, eri il mio tutto e te ne sei andata, e sono rimasta a pezzi, e poi ora mi sono rincollata, sì, ora sono unita, sono in piedi, ma mi manchi, mi manchi, e ti cerco ovunque a volte, come quella sera avevamo cercato quell'anello ormai scomparso, come è scomparsa la ragazza che conoscevo io, come, non lo so, e non spero in un ritorno, o forse sì, ma non ho speranze, e non sono depressa dio, no! E' solo uno di quei giorni in cui mi guardo allo specchio e mi ricordo di quando ci facevamo le sceme davanti.
versarsi tè al limone tutto addosso.

N come Nuovo, P, come Post.

Ed eccomi quì, questo è il primo post, forse anche l'ultimo, perchè non ho mai quasi niente da scrivere, o almeno, sono pigra anche in questo.
Mi chiamo Elena, prima di tutto, e mi piace il mio nome, forse è l'unica cosa che mi piace di me, sono alta...abbastanza, e amo la fotografia, il tè al limone (come quello che andrò a bere tra qualche minuto) abbracciare la gente (quella che se lo lascia fare) e ridere, ridere tanto.
Ma la fotografia, beh, la fotografia è un pezzett(one)ino del mio cuore, catturare attimi penso sia meglio del catturare criminali, ma queste, queste sono frasi da pomeriggio passato a guardare polizieschi malata sul divano.
Ho una Nikon, D3000, per l'esattezza, e si chiama Emma, sì, le ho dato un nome, la prima volta che l'ho vista , la prima volta che l'ho tenuta in mano, lei, era Emma, e per me è come una sorella, una compagna, insomma, fate come volete, prendetemi pure per pazza , ma lei è Emma, salutate Emma!
Lo scopo forse più sensato della creazione di questo blog è il mio voler scrivere passo passo i miei pensieri, le mie nuove foto e ciò che mi passa per la testa, che siano NONSENSE o no, che siano cose depresse o esageratemente euforiche, mi apro al mondo, o a quel piccolo, minuscolo pezzo che vorrà farlo.